A Piediluco il canottaggio ha una storia lunga che si perde nei secoli, legato alle tipiche barche cosiddette “da pescatore”, che venivano usate oltre che per l’arte della pesca anche come mezzi di trasporto e per il trasporto delle persone. Tra le diverse imbarcazioni tipiche del lago una veniva usata per piccole competizioni locali, infatti è documentata un tipo di barca a 6 remi nota per la sua velocità.
Fonti storiche riportano che nel 1545 il commissario Pontificio per recarsi da Rieti a Marmore fece venire una imbarcazione apposita da Piediluco con 6 rematori, e anche lo stesso Galileo Galilei quando venne a Piediluco utilizzò «una barca da 6 remi che andava assai veloce», pertanto già dal XVI-XVII secolo i “vogatori” Piedilucani godevano di una certa e fama di abilità e bravura. In questa occasione Galileo reclutò i nostri “Canottieri” che gli furono necessari per effettuare alcuni esperimenti per derivare poi la sua teoria oggi nota come “Relatività Galileiana”, sfruttando il moto di una barca che si muove su di uno specchio d’acqua contro corrente.
In occasione di particolari iniziative, come feste patronali o la Festa delle acque le barche da pescatore venivano utilizzate in apposite gare che vedevano gareggiare equipaggi locali, come è documentato dai programmi e manifesti delle iniziative stesse. Ma bisognerà attendere la prima metà del XX secolo per poter parlare di canottaggio e gli anni ’30 per vedere la nascita della prima organizzazione di tipo sportivo. Ma è con il fascismo e con la politica dello sport del regime particolarmente rivolta ai laghi interni che nasce la vocazione verso questo sport a Piediluco.
Nel 1936, infatti, grazie all’attività del prof. di educazione fisica Aurelio Chiappero (1908-1993) nasce la società canottieri di Piediluco. Il 2 luglio 1939 si svolsero le gare del primo campionato nazionale di canottaggio, organizzate da quella che allora si chiamava la Reale federazione italiana di canottaggio (Rfic) a cui seguirono numerose altre iniziative fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale.
Fin dall’inizio della sua creazione quando ancora non esistevano strutture, il Circolo Canottieri Piediluco ha iniziato insieme all’attività agonistica l’organizzazione di manifestazioni di canottaggio (oggi ormai innumerevoli tra regate nazionali, Campionati Italiani, Campionati del Mondo e regate internazionali), divenendo ad oggi anche grazie alla presenza del Centro Federale della FIC un punto di riferimento per il Canottaggio Nazionale e d Internazionale garantendo un’ importante promozione turistica e ricaduta economica sul territorio
Successivamente negli anni settanta il C.C. Piediluco insieme alla F.I.C., al CONI, alla Regione Umbria, alla provincia di Terni ed al Comune di Terni ed all’ Azienda di Promozione Turistica del Ternano (divenuta proprietaria del centro sportivo) ha contribuito alla creazione dell’attuale Centro Nautico di Preparazione Olimpica (prima Paolo D’Aloja) con la donazione di alcune terre e di un contributo in denaro, in cambio dell’uso perenne delle strutture del centro finche avesse praticato attività agonistica. Inoltre l’area del centro nacque con la funzione di centro sportivo per la pratica di sport acquatici e di parco pubblico per garantire la possibilità a TUTTI di poter godere liberamente dell’ambiente naturale e della pratica di attività ludico-ricreative legate all’ambiente lacustre.
Dagli anni ottanta fino al 2010 il Centro Nautico di Piediluco ha rappresentato il centro gravitazionale del canottaggio in Italia grazie ed è il principale promotore dei primi due Meeting Nazionali, regate selettive per la nazionale ed il Memorial “Paolo D’Aloja”, gara internazionale giunta alla sua XXXI° edizione.


